una cornice xilografica

A. STORIA

1. Gregorio de Gregori

+ lato sup. ; lato inf. ; lato
   sin.
; lato dx
+ es. 1 (1519)
+ es. 2 (1521)
+ es. 3 (1519)
+ tratteggio, volute,
   medaglioni

2. Bernardino e Matteo
    Vitali

+ lato sup.

3. Giovanni Nicoli

+ lato sup. ; lato inf. ; lato
   sin.
; lato dx

4. i Gadaldini

+ lato sup. ; lato inf. ; lato
   sin. e dx

B. FIGURE

1. i quattro viventi

+ fonti bibliche
+ cattedrali
+ miniatura
+ xilografia

2. pellicano

3. fenice

4. unicorno

5. sfingi

+ Dino Campana

[a cura di a.l.]

B1. i quattro viventi + miniatura

Book of Kells, ca. 800 (Dublino, Trinity College Library, c. 27v) L'immagine a fianco, tratta da Wikipedia, proviene da una pagina del Libro di Kells, composto in Irlanda intorno all'800 d.C. Il tetramorfo occupa in questo caso tutto lo spazio a disposizione: è il tema della pagina.

Molto più frequente, nei codici miniati come sulle facciate delle cattedrali, una funzione di contorno rispetto alla figura centrale che sarà Dio Padre o, più spesso, il Cristo in maestà. Si possono consultare a questo proposito -- oltre a Fromaget 2003 -- gli archivi di immagini raccolti in Manuscrits enluminés des bibliothèques de France e in Digital scriptorium, interrogabili per parole chiave.

Missel à l'usage de l'abbaye Sainte-Geneviève, sec. XIII (Parigi, Bibl. Sainte-Geneviève, ms. 90, c. 168r) A parte le iniziali o i riquadri miniati che, nel testo della Bibbia, figurano in apertura del libro di Ezechiele con il profeta e la sua visione, a parte la visione di Giovanni nell'Apocalisse, l'immagine dei quattro viventi si incontra soprattutto nei libri d'ore e nei messali.

Nei messali appunto, con la miniatura a piena pagina della crocifissione, prima del canone della messa, ne troviamo spesso una seconda che raffigura Dio o Cristo in trono e il tetramorfo.

Messale modenese, inizio XIII sec. (Parma, Bibl. Palatina, ms. Parmense 996, c. 93v A sinistra un esempio dalla c. 168r del Missel à l'usage de l'abbaye de Sainte-Geneviève, del XIII secolo (Parigi, Bibl. Sainte-Geneviève, ms. 90, qui da Liber Floridus). A destra un secondo esempio dalla c. 93v del Messale modenese, inizio XIII secolo (Parma, Biblioteca Palatina, ms. Parmense 996, qui da Lanfranco e Wiligelmo, fig. 798, p. 540).

In comune con la cornice xilografica di Gregorio de Gregori hanno la disposizione delle figure ai quattro angoli della pagina e il genere di testo da cui provengono. Si tratta infatti sempre di messali.

Notiamo anche che per secoli si tratta di figure a sé stanti: dai totem del Libro di Kells visto sopra al messale modenese, a quello dell'abbazia di Sainte-Geneviève. Nell'ultimo esempio proposto qui a fondo pagina -- Missel à l'usage de Paris, ca. 1492 (Parigi, Bibl. Mazarine, ms. 412, c. 150r), ancora da Liber Floridus -- finiscono per trasformarsi in semplici attributi degli evangelisti.

Non si tratta certamente di una regola senza eccezioni, ma la tendenza sembra in sintonia con la maturità di un'epoca che ha voluto segnare il proprio distacco dal passato "barbaro" in nome di una antica/nuova idea e immagine dell'uomo.

Missel à l'usage de Paris, ca. 1492 (Parigi, Bibl. Mazarine, ms. 412, c. 150r)